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Storia dell'edificio

Il complesso architettonico di San Francesco consiste di una Basilica superiore e di una inferiore ed è collegato al Sacro Convento. Giace ai piedi del Monte Subasio, a ovest della città di Assisi. L’edificio è una delle costruzioni più significative del gotico italiano e svolge una doppia funzione: chiesa madre dell’ordine francescano, riconosciuto ufficialmente nel 1228; e città di pellegrinaggio di importanza straordinaria sia da un punto di vista religioso che storico-artistico. All’inizio dei lavori nel 1228 la direzione dell’opera era stata riposta nelle mani del ministro generale dell’ordine, il confratello Elia di Assisi, fino alla sua deposizione dalla carica nel 1239. Già nel 1230, due anni dopo la posa della prima pietra da parte di Gregorio IX., l’edificazione si trovava in una fase così avanzata che le spoglie di San Francesco poterono esservi trasferite. Questa parte della costruzione adempie, quindi, la funzione di chiesa sepolcrale ed è disposta su di un’unica navata con cappelle laterali e cripta sottostante. La Basilica superiore, a navata unica, doveva essere pressoché terminata, quando nel 1253 l’intera struttura fu consacrata da parte di Innocenzo IV. Nonostante ciò, durante il suo quadriennale pontificato (dal 1288) Nicola IV sollecitò vivamente la ripresa e la conclusione dei lavori, che dovevano comprendere una decorazione rappresentativa della chiesa che fosse adeguata al suo significato. Nel secolo XIII la Basilica superiore acquisì il rango straordinario di cappella papale.

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