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Sala Grande

L’abitazione fiorentina di Giorgio Vasari dista solo pochi passi dalla chiesa di Santa Croce, nell’omonimo quartiere Borgo Santa Croce, al n°8. Su richiesta del Vasari il duca Cosimo I, nel 1557, gli mette a disposizione l’edificio, da principio fittandoglielo, poi quattro anni più tardi, donandoglielo, in segno di riconoscenza per il suo servizio artistico. Intorno al 1572, con la collaborazione della sua bottega, Vasari affresca le pareti della Sala Grande, al piano superiore, raffigurando antiche leggende d’artisti, scene allegoriche e tutta una serie di ritratti d’importanti pittori, scultori e architetti del Rinascimento. Questo programma, probabilmente riconducibile al pensiero dell’umanista Vincenzo Borghini, che era amico dell’artista, è concepito in funzione dell’autorappresentazione artistica del Vasari stesso e rappresenta, nel suo insieme, la summa delle riflessioni teoriche e delle esperienze pratiche caratterizzanti la sua produzione artistica. Qui Vasari riprende alcune delle tematiche pittoriche già impiegate per gli affreschi della sua residenza, che egli allestì tra il 1542 e il 1548 ad Arezzo. Dopo la morte dell’artista, nel 1574, la casa di Firenze restò di proprietà della famiglia, e nel 1687 fu intestata a una congregazione di laici poi, alla fine nel XIX secolo, fu acquisita dalla famiglia Morrocchi, che a tutt’oggi ne detiene la proprietà. Dalle numerose ristrutturazioni condotte sul palazzo nel corso del tempo, restò esclusa soltanto la Sala Grande.

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