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Vardzia

La città-monastero di Vardzia, scavata nella roccia del monte Erusheti nella Georgia sud-occidentale, vicino ad Akhaltsikhe ed al confine turco, si affaccia verso sud sulla valle del fiume Mtkhvari. Il maestoso complesso fu fondato su ordine di re Giorgio III ed ampliato dalla figlia, la regina Tamar (1184-1213), il cui ritratto è visibile nella chiesa principale del monastero. Disposto lungo la scoscesa parete rocciosa su sette livelli per un’altezza di 40 metri ed una ampiezza di circa 900 metri, il complesso è composto di varie centinaia di stanze con acquedotti, tunnel sotterranei e collegamenti verticali tra i vari piani. La chiesa principale della città-monastero è dedicata alla Dormizione della Vergine. La sua decorazione è stata attribuita al maestro pittore Giorgi e può essere datata, in base ai ritratti reali, a partire dal 1184-1186. Sulle volte e sulle pareti è raffigurato un ciclo delle Dodici Feste, sopra l’entrata meridionale della chiesa vi è un Mandylion. La volta del portico è decorata con il Giudizio Universale e con l’Ascensione e glorificazione della Croce, un tema iconografico molto diffuso in Georgia. Il monastero di Ananauri si trova a circa 200-300 metri da Vardzia, ed è celebre soprattutto per la cappella funeraria del re Lasha Giorgi, erede della regina Tamar. La cappella rupestre è parzialmente decorata con affreschi murali eseguiti nel primo quarto del XIII secolo. Nel 1283 il monastero di Vardzia fu danneggiato da un terremoto; venne saccheggiato dai persiani nel 1551 e poi ancora dai turchi ventisette anni più tardi.

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