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Grotta Pallavicino

La Grotta Pallavicino fu costruita all’inizio del 1569 su commissione del genovese mercante e commerciante di allume Tobia Pallavicino. Diversamente dalla Fonte Doria – mediante un portico in stile dorico – essa è posta in uno stretto rapporto architettonico con la villa soprastante. L’interno della grotta, la cui decorazione è stata eseguita sotto la guida di Giovanni Battista Castello, è costituito da un vestibolo con stemma araldico dei Pallavicino nella volta a schifo e da un ambiente centrale, di forma ovale, con pareti e volta riccamente articolate. Tra nicchie di statue si aprono qui, come fossero delle vetrine nella parete, degli ambienti adiacenti con fontane, nelle quali sono visibili – similmente a uno sguardo gettato nel profondo della terra – elaboratissimi calcari stalattitici. Le unghie delle volte sono state decorate con architetture antichizzanti e scene paesaggistiche, per i cui dettagli, ad esempio l’antica Porta di Spello e la Colonna Traiana, vennero impiegati modelli attinti dal trattato di architettura di Sebastiano Serlio. Uno zodiaco a forma d’anello, come chiave della volta va posto in relazione con l’idea della grotta quale riproduzione del cosmo proposta nell’antico trattato di Porfirio “De antro nympharum”. Inoltre ricorda la teoria diffusa nella mineralogia del tempo secondo la quale gli astri influenzano la ricrescita delle pietre preziose e dei minerali all’interno della terra, identificando la grotta come luogo delle metamorfosi e punto di cristallizzazione delle forze della natura.

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